

The Provisional Government of the Free Territory of Trieste reports an episode that occurred on April 2, 2026 in the Free Port of Trieste, where thr occupying power has authorized the loading of military equipment on a Turkish ship.
This operation violates international law – specifically UN Security Council Resolution 16 and 1947 Peace Treaty – which regulate the Port, in this case the principle that the Free Territory of Trieste must be neutral and demilitarized, therefore without the presence or the handling of military materials.
For this reason, the UN Security Council will be asked if they have officially authorized the occupying power on this. In absence of the authorization, this episode will be reported as a violation of international law.
The occupying power is also reminded that it has several ports (including military) at its disposal within its own borders, which can be used without incurring in international law violations – although it is possible to assume that it may have been a political-legal intention to avoid sending military equipment from its own soil. This inconsistency will be reported to the appropriate authorities too.
ITALIANO:
Il Governo Provvisorio del Territorio Libero di Trieste segnala un episodio avvenuto il 2 aprile 2026 nel Porto Libero di Trieste, dove sarebbe stato autorizzato il carico di materiale militare su una nave turca.
Questa operazione viola le norme internazionali – Risoluzione 16 del Consiglio di Sicurezza ONU e Trattato di Pace del 1947 – che regolano il Porto, in particolare il principio che il Territorio Libero di Trieste deve essere neutrale e smilitarizzato, quindi senza presenza o movimentazione di materiali militari.
Per questo motivo verrà chiesto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU se esiste una loro autorizzazione ufficiale verso lo stato occupante a riguardo. Se non ci fosse, l’episodio sarà denunciato come una violazione del diritto internazionale.
Si ricorda inoltre lo stato occupante che esso stesso ha a disposizione numerosi porti (anche militari) all’interno dei suoi confini, che possono essere usati senza incorrere in violazioni internazionali – sempre che l’intenzione politico-giuridica dello stato occupante non fosse proprio quello di evitare l’invio di materiale militare dal suo stesso suolo. Anche questa incongruenza verrà segnalata alle autorità preposte.
